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Al di la della Luna; Beyond the Moon; Astrophotography; Astrofotografia; Danilo Pivato
 
 
 
 
 
 
 
 
The Analysis of Frame
 
M 29 = NGC 6913 - Cr 422 - Lund 952 - Ocl 168 - Mrk 46 - C2022+383: Open Cluster in Cygnus - [field: 0,34° x 0,68°]
 
Aspetti tecnici delle ripree
 
 

Purtroppo questa ripresa dell'ammasso aperto M 29, realizzata con la BRC250, è affetta da un consistente disallineamento pari al 9% delle ottiche (primario - secondario) rispetto all'asse meccanico della Takahashi BRC250. Come si può facilmente evincere dal grafico ottenuto con il software Ccd Inspector, l'errore, oltre a risentirne sul campo di piena luce, gravita anche sulle centriche delle stesse stelle, le quali appaiono più "gonfiate" del solito standard. Naturalmente la responsabiltà di questo difetto è anche dovuto alle non buone condizioni del seeing che erano presenti nel momento dell'intera sequenza. Il valore dell'FWHM medio misurato nel corso della messa a fuoco era pari ad una media di 3,3".- 4,0".

A furia di montare e smontare tutto il setup qualche piccola oscillazione di troppo ha causato probabilmente il disallineamento degli specchi (giugno 2013).

 
M 29: Ammasso aperto o galattico posto a circa 2° a sud di gamma Cygni. Se ruotato di circa 30° in senso antiorario è facile constatare una rassomiglianza nello schema delle stelle più luminose con il ben più famoso e luminoso ammasso delle Pleiadi. Sei stelle dell'ammasso brillano più luminose della magnitudine +9,5^ e sono sparse in circa 6' di diametro, tale infatti è la misura apparente dell'ammasso di stelle. Nonostante l'ammasso sia all'interno delle aree più luminose della Via Lattea nel Cygnus è caratterizzato da bassa luminosità dovuta al fatto che M 29 è immerso in nubi di polveri opache, mille volte più dense di quelle che occupano solitamente gli spazi interstellari. L'area inquadrata dalla fotografia contiene numerose stelle variabili, la maggior parte delle quali riguardano i membri più brillanti dell'ammasso aperto M 29.

V* V2031 Cyg: membro principale del sistema triplo BUP 209. La stella è una binaria ad eclisse con un periodo di 0,361832 giorni e varia tra le magnitudini 8,53^ e 8,67^. Fu scoperta tra l'agosto e settembre 1994 dagli astronomi coreani S. L. Kim e S. W. Lee e segnalata per la prima volta nell'IBVS n.4331 del 25 aprile 1996

V* V1322 Cyg: è anch'essa facente parte del sistema triplo BUP 209, la sua variabilità è stata scoperta nel 1979 dal cecoslovacco J. Papousek che ne pubblicò i rilevamenti nelle Brno University Contributions n.19. La stella appartiene alla classe delle stelle varibili eruttive di tipo GCAS, dal nome del prototipo Gamma Cassiopeiae. Queste stelle la cui varibilità è decisamente irregolare, vengono considerate sub-giganti di tipo spettrale B, ovvero caratterizzate da rapidi moti di rotazione con perdite di massa fuoriuscenti dalle loro zone equatoriali. La formazione di anelli o dischi equatoriali produce un affievolimento della luce della stella, da cui la variabilità osservata. Di norma hanno un'ampiezza di
variazione che non supera 1,5 magnitudini nel visuale. La stella V1322 Cyg, di fatto, oscilla tra la magnitudine 8,77^ e la 9,70^ con modalità assolutamente irregolari

V* V1384: situata presso la parte orientale dell'ammasso M29 varia tra le magnitudini 16,8^ e 18,1^ed appartiene alla categoria delle pulsanti lente "L" (low) nelle quali la variazione di luce non mostra evidenze di periodicità salvo alcuni casi, piuttosto rari, in cui però è poco ben definita. Questa stella varibile rientra nel programma AAVSO (America Association of Variable Star Observers). Tale associazione fornisce per quelle stelle variabili inserite nei programmi di ricerca, interessanti cartine che a seconda dell'entità delle variazioni, si presentano con campi di vista differenziati, passando dalle carte "A" a grande campo e contenenti solamente le stelle più brillanti, fino alle mappe "G" dove i campi e la relativa scala sono molto più stretti e sono indicate stelle molto deboli. Scoperta, come diverse altre componenti presenti in questa e nelle altre immagini che riguardano l'ammasso M29, dal Prof. Giulio Romano principalmente attraverso l'utilizzo di telescopi dell'Osservatorio di Asiago-Padova

V* V1655 Cyg: situata nel campo della fotografia all'estremo angolo in alto a sinistra, fa parte di quelle stelle variabili scoperte dall'astronomo italiano Paolo Maffei, famoso non solo per la scoperta delle due galassie che portano il suo nome (Maffei 1 e Maffei 2), ma anche perchè fu un grande osservatore ed esperto di astronomia infrarossa, scoprì diverse centinaia di variabili. Una di esse (come riportato nell'IBVS n.1302 del 08 luglio 1977, Maffei pubblicò i risultati di un'indagine infrarossa effettuata attorno a Gamma Cygni con lo Schmidt da 65/90 cm dell'Osservatorio di Asiago), fu appunto la V1655 Cyg. Appartenente alla categoria delle stelle variabili di tipo Mira, stelle giganti rosse variabili a lungo periodo con spettri caratteristici delle stelle appartenenti agli ultimi tipi spettrali, varia nell'infrarosso tra le magnitudini 12,0^ e 14,8^ in un periodo di 462 giorni. Le variabili di tipo Mira a volte costituiscono un sistema binario, in cui la gigante rossa cede materiale alla compagna, solitamente più piccola e calda; il flusso di gas durante il trasferimento, si riscalda ed emette raggi X

- Il campo contiene diverse sospette variabili NSV (New Suspected Variable), stelle per le quali non vi sono ancora dati inconfutabili sul loro eventuale tipo di variabilità
NSV 25123: catalogata anche come BD +38° 4040, HD 229121, stella sospetta piuttosto brillante di tipo spettrale F0, scoperta dal giapponese U. C. Joshi et all ( U.C.Joshi, B.B.Sanwal, R.Sagar, PAS Japan 35, No.3, 405, 1983). Le stime sulla variabilità furono indicate come dalla magnitudine 10.0^ alla 12,8^

NSV 25128: sospetta variabile che dovrebbe variare tra le magnitudini 12.00^ e la 14,95^. Scoperta dal team di Joshi. Tipo spettrale A5 D. Attualmente nel CDS viene soltanto identificata come TYC 3152-450-1 come "Stella in Associazione", dunque senza variabilità con una magnitudine di 14.95^ v

NSV 25135: corrispondente alla stella Sand 133, il cui nome si riferisce che l'astronomo americano Sandeluk ha effettuato diversi anni or sono su alcuni ammassi aperti. L'oggetto infatti fa parte dell'ammasso aperto M29. Di tipo spettrale B4, quindi molto calda, appartiene alla classe di luminosità IV. Le variazioni luminose segnalate vanno dalla magnitudine 12,83^ alla 12,90^. Anche questa stella è stata riconosciuta come variabile dal gruppo di Joshi

NSV 25138: Altro membro dell'ammasso aperto M29 chiamata anche BD +38°4068, HD 229233, scoperta da J. Papousek ne pubblicò i dati osservativi sulle Brno Contributions n.19 - 1979. Anche questa è una stella calda di tipo spettrale A4 (alcuni sostengono di tipo F0), è di dimensioni medie, varia tra i valori 10,49^ e 10,90^ magnitudini nel visuale.

NSV 25139: situata ad 1,8' più a sud della sospetta variabile precedente, scoperta ancora da Papousek corrisponde alla stella BD + 38° 4067. Si tratta di una gigante calda di tipo spettrale B0.5 III D che varia tra la magnitudine 10,14^ e la 10,45^. E' probabile però che dalle ultimeosservazioni e survey la stella recentemente sia stata catalogata come non più sospetta variabile (SIMBAD)

NSV 25136: Altro membro di M29, caldissima stella di tipo O 9,7. Questa stella gigante blu, già nota con le denominazioni BD +38° 4065, HD 229227 e HP 100600, è stata scoperta variabile da G.A. Bakos (BAC 24, No.3, 164, 1973) che ha stimato le sue variazioni tra i valori 9,23^ e 9,54^. E' la stella posta più a sud delle componenti più luminose che formano l'asterisco più rappresentativo dell'ammasso galattico.

NSV 25137: sospetta variabile posta al centro di M29 e piuttosto debole già nota come Sand 144. Si tratta di un oggetto di tipo spettrale intermedio F8 (B5 D SIMBAD), è di grandi dimensioni. La sua variabilità che oscilla attorno al valore di 13,50^ nel visuale, è stata scoperta dal team di Joshi ( U.C.Joshi, B.B.Sanwal, R.Sagar, PAS Japan 35, No.3, 405, 1983)

NSV 25141: un altro brillante componente l'ammasso M29, nota come BD +38° 4069, HD 229234 e SAO 69961. E' una gigante calda di spetto O9.5III, la cui variabilità venne scoperta da Papousek (J.Papousek, Brno Contr No.19, 1979) che individuò il range di variabilità compreso tra i valori 8,88^ ed 8,97^ sempre nel visuale.

NSV 25143: Altra sospetta variabile appartenente all'ammasso M29 e anch'essa gigante calda con spettro B0Iab, scoperta da Bakos (G.A.Bakos, BAC 24, No.3, 164, 1973) varia tra le magnitudini 8.85^ ed la 8.93^. Questa stella è stata catalogata precedentemente con questi altri nomi: BD +38 4071, GSC 3152.01325, HD 229238 e SAO 069963.

NSV 13067: Nel 1969 R. M. Raznik nella pubblicazione AZh 46, 837, 1969 segnalò per primo la variabilità di questa stella che in precedenza si chiamava Hen 3-1895. Si tratta di una stella calda ancora con spettro B0II C, posta nella parte sud-est di M29. Possiede molti altri nomi (SIMBAD): HD 229239, BD +38° 4072, Hilt 969, Raznik fornì una debole variazione attorno al valore medio di 8.86^, variazione che è ancora tutta da verificare. La stella è stata anche accreditata come con linee di assorbimento e di emissione (Emission-line Star).

NSV 25144: Scoperta anch'essa da Papousek presenta uno spettro di tipo G6III D. All'epoca della scoperta variava tra le magnitudini 12.38^ e 13.09: è situata nella parte orientale dell'ammasso M29. Ad oggi però (2014.04) nel database SIMBAD sembra non risultare più come variabile (?)

NSV 25148: corrispondente alla stella HD 229261, TYC 3152-1415-1 è una calda stella di tipo spettrale B8 D (SIMBAD) la cui variabilità è stata scoperta sempre dal Papousek (J.Papousek, Brno Contr No.19, 1979) il quale ne individuò una variabilità compresa tra i seguenti valori di magnitudine: 10.55^ - 10.72^. La stella è situata presso il bordo inferiore di una nube oscura, catalogata da Dobashi (DOBASHI 2345), nella quale s'intuisce la presenza di un probabile oggetto protostellare di cui, però, non si hanno specifiche notizie. Si è a conoscenza soltanto della presenza di una sorgente radio denominata: WSRTGP 2022+3823.

Accanto a questa sorgente radio il database SIMBAD riporta anche la posizione della regione HII: Sh2-104 (Lahulla. [L85] S104 4 = [CGG78] S104 Anon 3 and the B0 V [L85] S104 3.). Credo si tratti di un errore, in quanto la posizione di questa regione sia in effetti in tutt'altra zona del Cygnus almeno stando a quel che si legge sul catalogo: HII Regions (Sharpless 1959) - Astrophys. J. Suppl. Ser. 4, 257 (1959) = 1959ApJS....4..257S e anche secondo l'astronomo Avedisova

 
LBN 224: vasta nebulosa a riflessione di forma irregolare che B.T. Lynds annotò nel 1965 nel suo catalogo di nebulose brillanti segnandone una misura apparente di 150'x60'. Le sue coordinate sono A.R. = 20h 25m e Dec. = +38° 30' Questa nebulosità è piuttosto debole, appare senz'altro più evidente utilizzando filtri in grado di lasciar passare quasi esclusivamente la luce rossa, meglio se centrata sulla riga dell'H-Alpha dello spettro visibile..

SRN G076.9+01.0: residuo di supernova che si rende meglio visibile nei raggi gamma, in quelli X e nel dominio radio, mentre nelle frequenze dello spettro visibile appare piuttosto come una debolissima struttura rotondeg-giante in profonde immagini ottenute con filtri Ha. Il residuo di supernova si trova nella posizione A.R. = 20h 22m 20s e Dec. = +38° 43' con una estensione pari a 12'x9'. Attraverso una immagine ottenuta dal satellite per raggi X ROSAT della costellazione del Cygnus è possibile identificare con certezza il resto di supernova, mentre nel dominio delle onde radio è visibile come un guscio di materiale pressochè sferico ed in rapida espansione.

DOBASHI 2342: nebulosa oscura che sembra tagliare in due, diagonalmente, l'ammasso aperto M29; si espande per un'area equivalente (fonte Vizier: Atlas and Catalog of Dark Clouds Based on the 2 Micron All Sky Survey) pari a 32.00 arcmin2 (http://vizier.u-strasbg.fr/viz-bin/VizieR-5?-ref=VIZ534fa9d8145d&-out.add=.&-source=J/PASJ/63/S1/table8&recno=2342)

DOBASHI 2345: è una nebulosa oscura che si staglia subito a NNE dell'ammasso aperto M29, ha una svuluppo apparente in declinazione di 14'
 
 
 
 
       
 
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